urlo
odo un suono
trafiggere il mio cuore, spegnere il mio animo
terribile esso appare alla fredda mente
perso e triste immensamente al mio spirito.
Eguale esso al mondo, del mondo
ed egualmente ignorato.
Perchè?
Perche dimenticare, spegnere
come riconoscerlo ed ascoltare
Perchè dimenticare come esso ovunque appare.
Odo un suono e sento
il pianto di un bimbo.
Ancora F. Brown
Il vagabondo dello spazio
Non possiamo chiamarlo con un nome perché non aveva nome. Lui non conosceva il significato del vocabolo nome, né di alcuna altra parola. Non aveva linguaggio, perché non era mai venuto a contatto con altre creature dello spazio durante tutti i miliardi di anni-luce ed i miliardi di anni-tempo che gli erano occorsi per giungere dai lontani confini della Galassia. Per quello che sapeva, o credeva di sapere, lui era lunico essere vivente nelluniverso.
.
Chiamiamolo un vagabondo. Un vagabondo dello spazio .
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Non conosceva emozioni, a meno che il desiderio di sapere (noi lo chiameremmo curiosità) si possa definire emozione.
Ora, dopo miliardi di anni, ma né giovane né vecchio, si trovò vicino ad un piccolo sole giallo attorno al quale gravitavano nove pianeti.
Un sistema uguale a moltissimi altri ..
Tratto da Il vagabondo dello spazio
Di Fredric Brown
Urania (millemondi n°35 Estate 2002)
Se ne volete ancora, un inedito di J. V. S.à
Immaginatevi
Immaginatevi
Immaginatevi fantasmi, dei, demoni.
Immaginatevi inferni e paradisi, città galleggianti nellaria o sommerse nel fondo dei mari.
Unicorni e centauri. Streghe, gnomi e lupi mannari.
Angeli e arpie, fatture ed incantesimi, spiriti dellaria e della terra, spiriti del fuoco.
Facile da immaginare, tutta questa roba. Lumanità è venuta immaginandola da migliaia danni.
Immaginatevi astronavi e tempi futuri.
Facile da immaginare: il futuro è già cominciato, e dentro ci sono le astronavi.
Non cè niente, dunque, che sia difficile immaginare?
Certo che cè.
Immaginatevi cento o duecento libbre di materia, con voi stessi dentro che pensate, e sapete che ci siete, e sapete far muovere la materia in cui siete: farla star sveglia o dormire, farle fare allamore, portarla a passeggio in collina.
Immaginatevi un universo infinito o no, a piacere vostro con dentro milioni di bilioni di trilioni di Soli.
Immaginatevi un grumo di fango che gira e gira turbinoso intorno ad uno di questi Soli.
Ed immaginate voi stessi su questo grumo, a girare anche voi, girare turbinosamente nel tempo e nello spazio, verso una meta ignota.
Immaginatevi.
F. Brown
Immagine, a Proem
Se volete leggere il mio primo racconto...---->
...intenzioni
primo "articolo", scusate l'incertezza. Ma i temi da affrontare sono tanti e tali che mi sento "intasato", pieno di argomentazioni da affrontare al punto da subire una specie "d' ingorgo" creativo.

Milioni di idee e riflessioni che spingono, urlano la loro necessità di essere gridate al mondo.
Già perchè sono una persona che sulla fantasia con tutti i suoi meravigliosi e/o fantastici scenari ha fondato (o quasi) buona parte della sua esistenza.
Visto che da qualche parte devo iniziare, partirei dal mio backgound, sperando di non annoiarvi nonchè di gettare le basi per capire meglio ciò che anima la mia scelta per questo blog.
Sono figlio dell'ultima generazione dell' "era atomica", nato nel '71 la mia infanzia si è svolta in uno stato che a ripensarci oggi mi sembra quasi allucinato. Difatti ci trovavamo nel pieno della guerra fredda e la minaccia di doverci ritrovare in uno scenario apocalittico di devastazione nucleare faceva molta presa nelle nostre giovani coscienze in formazione. Progetti (quelli che può fare un bambino prima, un'adolescente poi) ed immaginazione ne reano permeati, fortemente condizionati. Per quanto mi riguarda la mia mente vagava e divagava costantemente, ogni singolo evento era spunto per nuove fantastiche avventure.La mia realtà non era la realtà degli altri. Ero uno di quelli che definireste vivere "nel mondo dei sogni".
Non solo, ma eravamo anche i figli del 68 con il suo fervore sociopolitico, le sue lotte ideologiche e culturali l'impegno, la lotta (troppo spesso divenuta armata), l'espressione della volontà di cambiare il modo e la convinzione (l'illusione ?) di riuscirci.
Così ci siamo ritrovati nel mezzo. Da una parte l'intuizione di essere su una strada che disattendeva i nostri "padri" dall'altra l'incapacità di vedere un futuro meno fosco di quello prospettatoci nei "nuovi media" e dalla società in grande metamorfosi che vivevamo. Si perchè noi siamo anche i figli dell'era della televisione, nuovi canali, nuovi palinsesti, la nascita della tv commerciale. ed è proprio da quì che nel prossimo articolo vorrei ripartire. In questo coacerbo di racconto, percezione, a cavallo tra passato presente e futuro per descrivervi (o cercare almeno) lo stato d'animo genitore di "ilmondochenonvuoi".
In fine v'invito di nuovo ad essere parte attiva del processo segnalando articoli, siti, proponendo spunti in tema.
alla prox
..complementi
l'indirizzo fa riferimento al blog complementare, cui presto farà seguito l'antitesi, nonchè gemello del presente. (gli articoli differiscono.
imondochenonvuoi.blog.tiscali.it
Benvenuti e bentrovati.

L'idea iniziale era di un'immagine ottimistica come contrappunto al tema cui il titolo (ilmondochenonvuoi) fa riferimento.
Ma in questo periodo storico molto particolare (almento per me e la mia generazione) di ottimismo ne trovo veramente poco da (spendere).
Così resto fedele all'idea iniziale proponendomi e proponendovi uno spazio d'incontro dove confrontare ciò che non ci piace e ciò che sicuramente non vogliamo nel nostro futuro e nel futuro di coloro che ci accompagnano, conosciuti, da conoscere e scoprire.
Che il viaggio abbia inizio....


